L’insolito Augusta Masters 2020 decreta il suo vincitore: è l’americano Dustin Johnson, vero e proprio dominatore del leggendario Major fin dal secondo giro, per poi accelerare in modo decisivo col 65 (-7 con un eagle e cinque birdie) nel terzo. Chiusura con il record di -20 per lui, con Cameron Smith secondo a ben cinque colpi, unico giocatore a cercare di impensierire il leader fino alla fine, insieme al sorprendente Sungjae Im, che conclude a pari merito con l’australiano.

DJ si è così aggiudicato la sua prima giacca verde, dopo aver vinto uno Us Open nel 2016. L’attuale n.1 era già nel novero dei favoriti, vuoi per la sua posizione nel ranking, vuoi per condizione fisica ed impressionante gioco lungo, che si è confermato potente e preciso, senza sbavature dal tee. Ulteriori soddisfazioni il punteggio più basso dopo 54 buche al Masters, record in coabitazione con il Jordan Spieth del 2015, e quello in assoluto al termine delle 72 (-20).
Un’edizione davvero particolare la numero 84: causa l’emergenza sanitaria di quest’anno, invece del consueto appuntamento primaverile di aprile, il torneo si è disputato a novembre, in uno scenario senza pubblico e insolito a livello ambientale, senza la consueta esplosione di magnolie lungo il percorso. Anzi, la prima giornata è stata anche sospesa tre ore per pioggia, causando un ritardo che si è prolungato fino al limite della terza, anche per le giornate più corte e la minor luce solare.
Sono mancati due dei giocatori più attesi: in primis il nostro Francesco Molinari, nell’edizione scorsa ad un passo dall’impresa, poi vanificata da due colpi in acqua; per lui un torneo discreto fino ad inizio secondo giro, quando una serie consecutiva di bogey lo ha estromesso dal taglio (72, 78, per un totale di +6), a conferma di essere ancora alla ricerca della miglior forma dopo il recente rientro. E poi il detentore del titolo, quel Tiger Woods che nel 2019 tornò a vincere un Major, il 15esimo, ed a caccia dei record assoluti di Jack Nicklaus (ovvero 18 Slam e 6 Green Jacket): ha passato agevolmente il taglio, senza però giocare ai livelli di due primavere fa, e sporcando il punteggio nella giornata finale con un clamoroso 10 al par 3 della 12 (38esimo finale con -1).
Tra i giocatori più attesi, ottima ma tardiva la prestazione di Rory McIlroy che come spesso accadutogli in passato, ha pagato un inizio gara ricco di alti e bassi, concludendo sesto a -11. A ridosso dei primissimi il plurivincitore di Major Brooks Koepka (-10), stavolta partito con qualche difficoltà come il nordirlandese, con costante risalita fino alla top ten. Bene tra gli altri anche Justin Thomas (quarto a -12), discreti Patrick Reed e Jon Rahm. Tra i protagonisti a sorpresa del Masters, come detto il sudcoreano Sungjae Im che chiude top three, con il messicano Abraham Ancer (poi calato nel finale) e il sudafricano Dylan Frittelli sempre nelle primissime posizioni.
Grande delusione per il recente vincitore dello Us Open Bryson DeChambeau, giocatore che fa di potenza e fisica le sue armi principali, tanto da essere considerato un precursore della nuova era del golf: per lui un taglio superato con sofferenza ed una lenta risalita che lo ha portato ad un 34esimo posto finale (-2). Crollato anche il leader del primo giorno Paul Casey che, dopo il -7 iniziale, ha girato sempre sopra 70.
Usciti al taglio della seconda giornata, fissato sul par, oltre al nostro Chicco, giocatori del calibro di Matt Kuchar, Gary Woodland, Henrik Stenson, Matthew Wolff e Jason Day. Dentro invece, con un incredibile 29esimo posto finale (-3), l’eterno Bernhard Langer, alla bellezza di 63 anni.
La classifica finale dell’Augusta Masters 2020 sul sito del PGA Tour qua.