Come puttare bene e meglio a golf

Come puttare bene, e meglio, a golf?

Un quesito che attanaglia la mente di ogni golfista, visto che sul green si giocano la maggior parte dei colpi. Pensa che la media dei giocatori professionisti col putt è di circa 1,5 colpi.

Quante volte invece ti ritrovi a puttare male e a metterci tre o più colpi, vanificando lo sforzo profuso dal tee col gioco lungo?

Ok, allora andiamo a vedere cosa fare per migliorare il putt nel golf.

Il putting è decisivo per migliorare i risultati: nella guida su come giocare meglio a golf trovi un approccio completo pensato per dilettanti e giocatori intermedi.

Come puttare bene

Si tratta di un colpo che puoi fare bene qualsiasi età tu abbia. Potrai diventare forte come Tiger Woods sul green, non c’è bisogno di un fisico esplosivo, ma solo di alcuni accorgimenti e tanta, tanta pratica.

Spesso il dilettante sottovaluta l’importanza del putting, e anche nella pratica dedica più tempo al gioco lungo, considerato tecnicamente più difficile.

In realtà, migliorare il putt e imbucare di più è il miglior modo, insieme al lavoro sugli approcci, per abbassare con maggior velocità l’handicap.

Pensaci un attimo: quanti colpi perdi ad ogni gara per i putt mancati?

Tempo fa ricordo una classica gara stableford: non stavo giocando molto bene, ma sul green ero micidiale, infilando un putt dietro l’altro, anche da distanze oltre i 7-8 metri. Morale della favola? Ho vinto la gara della prima categoria e la sacca in palio. Eppure non ero in grande giornata col gioco lungo, ma col putter sì. E questo ha fatto la differenza.

L’obiettivo dev’essere sempre quello di limitare i maledetti 3 putt.

Per prima cosa, è necessario scegliere il putter giusto.

Al link seguente puoi trovare una carrellata dei–> migliori putters da golf.

Ok, adesso hai scelto quello giusto, o magari lo avevi di già.

La prossima mossa è scegliere l’impugnatura del putt con la quale ti senti più a tuo agio.

Impugnatura del putter e tipi di grip

Ci sono molte impugnature del putter. Sono tutte valide, e sta a te trovare quella con la quale ti senti più a tuo agio, quello che conta è la sensazione del colpo e la comodità sulla palla.

Basta guardare in tv le gare di PGA ed European Tour per scoprire i mille modi diversi di puttare, che si possono scegliere anche in base al tipo di esecuzione personale, nonché alle caratteristiche fisiche.

Ma i più utilizzati in assoluto sono 2:

  • REVERSE OVERLAP: è l’impugnatura tradizionale, con la mano destra più in basso rispetto alla sinistra, e l’indice della seconda che si sovrappone alle dita della prima, per ridurre al minimo i movimenti di dita stesse e polsi. Così facendo, l’impugnatura del putter sfrutta maggiormente il palmo della mano ed un maggior contatto con la gomma del bastone.
  • CROSS HAND: è l’impugnatura a mani invertite, con la sinistra più in basso (il contrario nel caso di giocatori mancini) della destra, così da avere una sensazione di prolungamento del bastone attraverso il braccio sinistro. È una soluzione molto in voga tra i pro, tra i quali Jordan Spieth e Francesco Molinari ad esempio.
golf-how-to-putt.blogspot.it

I due palmi delle mani  sono leggermente ruotati in entrambe le impugnature e paralleli alla faccia, l’indice della mano più in basso può distendersi o arrotolarsi sul grip, senza però essere influente e attivo.

Esistono poi anche grip meno utilizzati come il CLAW GRIP del Master’s Champion Sergio Garcia e Justin Rose (che aiuta a mantenere la testa square) ed il BERNHARD LANGER GRIP, dal nome del grande giocatore tedesco (con le due mani alle estremità dello shaft).

http://golf-how-to-putt.blogspot.it

Secondo la maggior parte dei maestri di golf, la pressione delle mani sul putter dev’essere morbida per sentire il peso della testa del bastone, ma varia da giocatore a giocatore. Personalmente ho la tendenza a stringere un po’ di più del necessario per caratteristica personale spontanea, con la quale mi trovo a mio agio. Per ribadire quanto il sentirsi comodi sia importante.

Basta non stritolare il grip, altrimenti altro che movimento fluido!

Il movimento del putting

A questo punto, per puttare bene e meglio, è importante capire come eseguire il movimento, appena definito come necessariamente “fluido”.

Regola fondamentale è: usare braccia e spalle, niente mani né, come detto, polsi, che devono rimanere immobili per facilitare un impatto della faccia square, altrimenti impossibile.

Per mantenere i polsi fermi, la maggior parte dei professionisti usa adesso il grip Super Stroke, detto anche “grippone”: molto più spesso del grip “normale”, contiene meglio le mani e limita l’azione dei polsi.

Potrebbe fare al caso tuo, l’unica possibilità per capirlo è provarlo.

Per cercare di limitare chiusura o apertura della faccia conviene fare come Brandt Snedeker, grande puttatore dal backswing più corto, con maggiore accelerazione in fase di impatto.  Un trucco per imparare in campo pratica è mettere qualcosa che blocchi il back, ad esempio un libro.

Tornando a noi: movimento di spalle e braccia, il resto del corpo fermo, testa compresa.

Set up: spalle parallele ed allineate alla linea di tiro, ginocchia appena flesse, piedi larghi come i fianchi, occhi sopra la palla, posizionata sul centro-sinistra, o appena dietro. Essendo il putter un bastone verticale sarai inevitabilmente sopra la pallina, col busto piegato in avanti.

Tipicamente, il movimento oscillatorio è quello di un pendolo, ritmato dalle spalle per dare maggiore ripetitività al colpo. In questo modo è possibile riprodurlo in modo più automatico rispetto ad un colpo azionato da polsi e mani che sì, può far entrare la palla in buca, per poi finire lontanissima a quella successiva, perché non garantisce una ripetizione adeguata.

L’arco del movimento è uguale in lunghezza sia davanti che dietro.

Fondamentale colpire al centro del putter, nella zona dello sweet spot.

Ci sono anche molti accessori che aiutano l’allenamento del putting, come questo – ottimo – della nota marca SKLZ.

Altro consiglio è allenarsi in casa.

Come puttare bene e meglio? Supera la buca!

Ed ora gli accorgimenti fondamentali per puttare bene.

Intanto, se non superi la buca, qual è la probabilità di imbucare? Nessuna.

Never up never in

è il motto da inculcarsi in testa ogni volta che che si sta per colpire sul green.

Se guardi i professionisti, superano sempre la buca, ed il colpo perfetto (se non a segno) è quello che va oltre di circa 20 centimetri.

Sul libro L’arte del golf, Willy Pasini consiglia di immaginare di dover colpire una bottiglia messa al di là della buca.

Come detto parlando di Snedeker, impattare in fase di accelerazione aiuta sicuramente. In ogni caso l’errore da non fare mai è backswing lungo e decelerazione, somma che porta ad un putt negativo.

Distanza, direzione e pendenza si affidano invece al tuo istinto e alla sfera dell’intuizione, cui è necessario abbandonarsi in un colpo simile.

Studia il green e le pendenze abbassandoti, prendi un punto di riferimento intermedio se la distanza è medio-lunga, e lasciati andare alla sensazione.

E ricorda che la chiave di un buon putt è far rotolare correttamente la palla.

Quindi, ricapitolando i punti chiave:

  • putter adatto alle tue caratteristiche;
  • impugnatura giusta e attenzione alla pressione;
  • usa braccia e spalle, niente polsi e corpo fermo;
  • grip normale o più spesso, provali entrambi;
  • set up con linee parallele;
  • movimento a pendolo e arco della stessa ampiezza;
  • colpisci nel centro e fai rotolare la palla;
  • supera la buca;
  • affidati all’istinto.

Ecco un bel video del maestro Andrea Zanardelli, che spiega molto bene come puttare bene.

Al di là dei consigli tecnici, molto spesso il putt è un colpo che subisce l’emozione: è il momento decisivo ed imbucare impone pressione, gestibile attraverso un appropriato allenamento mentale, o un vero e proprio mental coach. 

Altrimenti, semplicemente respira! E vedrai che quella tensione emotiva si attenuerà.

Per diminuire la mancanza di sicurezza e concentrazione, conviene anche colpire poco dopo l’address, senza attendere che la mente interferisca.

Ok, abbiamo analizzato nei dettagli le migliori strategie per rispondere alla domanda “Come puttare bene e meglio”, ma al di là dei consigli e degli strumenti utilizzati, che aiutano senza dubbio, quello che conta veramente quando si putta è la sensibilità: mai come in questo colpo “sentire” è davvero fondamentale.

Come dice John Jacobs, uno dei più grandi insegnanti di golf, il putting è questione d’istinto:

Se putti bene lascia fare i consigli di tecnica, in fondo ciò che conta è imbucare.

Sul green, praticare, praticare e praticare rimane un must: non sottovalutare l’importanza dell’allenamento, puoi dedicarti al putting anche a casa, con dei tappetini studiati giusto per la pratica indoor.

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