Golf e rabbia: Stenson e i golfisti arrabbiati
Il golf è senza dubbio uno sport affascinante, ma spesso crea frustrazione e rabbia, per la sua difficoltà tecnica e psichica.
Quante volte ti è capitato di voler spaccare quel drive colpevole di slice, o quel ferro che “ha spedito” la pallina in acqua? O magari quel “volere” si è trasformato in “potere”, e la tua mazza si è improvvisamente duplicata, seppur con shaft piuttosto corti! Proprio come accaduto ad Henrik Stenson, grande giocatore, a volte in preda a raptus di rabbia.
Ho pensato di scrivere questo post dopo una prestazione dove il mio golf è stato preda della rabbia.
E come in ogni situazione sociale o sportiva che sia, quando un’emozione ci prevarica, c’è sempre un’azione conseguente. Sta a noi decidere di che tipo. Nel mio caso, ho optato per un innocuo e ripetuto lancio di palline in acqua, a mo’ di giocatore di baseball, ottimo per scaricare la tensione, meno da vedere su un campo di golf. Ma in fondo siamo umani, non è vero? E finché non si reca danno alcuno, alla natura in questo caso, e agli altri, qualche gesto di stizza è giustificato.
Ho pensato di scrivere su golf e rabbia, anche perché noto quanta collera ci sia in giro. In piccole dosi al semaforo, alla posta, in coda al supermercato, in alte dosi negli attentati che hanno funestato Parigi il 13 novembre 2015 o nei continui casi di cronaca nera.
La nostra è una società rabbiosa, e la maggior parte delle azioni nascono dall’ira e dalle sue cugine, le cosiddette emozioni negative (vendetta, paura, rancore, vergogna, disagio ecc.). Non sto ad addentrarmi sui meccanismi che generano la nostra ira, lascio la parola agli esperti, anche perché sono qui per parlare di golf. Certo è, che è presente in ognuno di noi un istinto primordiale, capace di trasformarci in poco tempo da sorridente ed elegante giocatore di golf, a troglodita ed essere primitivo, capace di lanciare o spezzare mazze, “picchiare” il terreno o gli alberi, inveire contro dèi di ogni tipo.
L’animo del golfista è una bomba ad orologeria, pronta a saltare in aria
Capita a noi dilettanti, ma anche a fior di professionisti, lasciarsi pervadere dalla rabbia e dalla forte auto-distruzione: la tensione generata è una delle più grandi nemiche dello swing. E la bomba scoppiata, il più delle volte pregiudica il prosieguo della competizione con noi stessi, già naturale nel golf, ed esasperata dal fuoco interiore.
Guarda la classifica dei 10 golfisti più arrabbiati, ti farai due risate, ma ti immedesimerai anche in qualche situazione. La numero 1 di Sergio Garcia, con il lancio della scarpa da golf è davvero memorabile!
La posizione numero 7 di Hennie Otto è un semplice esempio di come a volte il golf riesca a “tappare la vena”: il buon Hennie, che a occhio sembrerebbe il più mansueto dei golfisti, durante il Nashua Masters del 2005 si fa dominare dalla rabbia, e riesce nell’impresa di fare 6 putt sul green!
Le nostre situazioni personali – problemi sul lavoro, di salute o relazioni -, o la nostra idea di perfezionismo sul tipo di giocatore di golf che dovremmo essere, incidono senza dubbio sul nostro stato d’animo, ed il campo da golf ne è lo specchio. Quella di giocare a golf e comportarsi nel segno della rabbia, può essere una condizione momentanea, oppure un tratto distintivo ed indelebile del nostro carattere. Perché:
Se volete nascondere il vostro carattere, non giocate a golf (Percy Boomer)
Qaulunque sia il nostro caso, nessuno è immune da una giornata negativa, che capita a tutti i golfisti, per la legge di questo sport che ti porta dalle stelle alle stalle nel giro di poco tempo. E quando capita, la rabbia arriva. Sta a noi direzionarla: ci sarà chi continuerà a lanciar mazze come John Daly col suo ferro 5 al PGA 2015, chi invece riuscirà a trasformare l’energia negativa in positiva, e far seguire a quel colpaccio uno swing strepitoso.
Perché come diceva Hagen nel film La leggenda di Bagger Vance
Con tre colpi penosi e uno straordinario si può comunque fare il par
Come fare per allentare la rabbia nel golf?
Tutti noi possiamo migliorare il nostro temperamento con la pratica, diceva Bobby Jones, il più grande dilettante di tutti i tempi. Bobby all’inizio della sua carriera era conosciuto come un giocatore col fuoco dentro, dal “lancio” facile, ma poi ha imparato con l’esperienza a sottomettere il suo lato negativo.
Come anche Peter Jacobson: in testa all’Hartford Golf Classic, racconta l’istruttore PGA Gay Wiren, dopo due bogey finse di aver messo dentro due birdie, contrastando la rabbia con un pensiero positivo, per poi fare un birdie “reale” alla buca successiva. Le sedute da uno psicologo dello sport avevano fatto effetto. Quest’ultima può essere una soluzione anche per noi, così come quella di leggere manuali di meditazione per il golf.
Oppure possiamo semplicemente focalizzarci sull’aspetto ludico del golf: divertendoci senza aspettative, magari miglioreremo anche i nostri risultati!
Adesso tocca a te: racconta qualcosa della tua esperienza in campo. Sei un giocatore di golf rabbioso? Oppure riesci a giocare con serenità e a trasformare le emozioni negative? Aspetto un tuo commento!
Un piacere lasciare un commento, questo sport lo pratico da un anno e mezzo, ma già sono salito sul carro delle emozioni, non si riesce a spiegare quello che ti fanno dentro sia quando giochi bene, che quando giochi male. Ho giocato domenica scorsa quindi sono passati 3 giorni, e ancora mi rivedo sul campo infuriato come non mai, flappe, tiri a banana con il drive, approcci a martelletto, insomma chi più ne ha più ne metta
Però senza golf non so stare, quando non vado al campo per un giorno impazzisco, mi ha preso in tutto, è uno sport meraviglioso nonostante le incazzature
E pensare che quando ho iniziato il movimento era più rilassato e lo swing leggero come una piuma, adesso c’è tensione della gara, a fare il colpo come si deve, a guardare il punteggio, ad abbassare l’handicap, tutte cose che all’inizio immaginavo che sarebbero arrivate,
Sul circuito dove gioco gli errori si presentano ogni volta, ma sono consapevole che anche se puoi incazzarti quando vuoi, ci vuole tanta pazienza, non è sempre facile averla quando sei sul campo, ma che vogliamo fare?
Quindi una volta si vola, una volta ci si infuria
Questo è il Golf, il gioco più bello del mondo,
Sono fiero di praticarlo
Grazie per il bel commento Mario. Il golf è meraviglioso, ma anche sadico. Un giorno sei un re, il giorno dopo un plebeo, 🙂 Ma dà grandi emozioni, io lo pratico da anni ma ogni volta è come la prima, stesse emozioni e voglia di dare il meglio di sé. Col tempo un po’ di tensione diminuisce, ma non si può certo dire che sia uno sport rilassante in gara, dove c’è sempre bisogno di grande concentrazione e attenzione al proprio corpo. E poi è un grande insegnante a livello emotivo. Un caro saluto, Francesco