Il più bel gioco della mia vita, film e storia di Francis Ouimet

Il più bel gioco della mia vita è un film che non può mancare nella cineteca di un golfista.

È una pellicola semplice, che racconta una storia straordinaria. Non lo hai mai visto? Corri a vederlo appena puoi, adesso ti spiego perché!

Il più bel gioco della mia vita, film del 2005 del regista Bill Paxton

Francis Ouimet: storia di un dilettante che batte i professionisti

Per gli amanti del golf la vicenda di Francis Ouimet è incredibile, e fa indubbiamente sognare anche l’ultimo NC.

Pensaci un attimo: un dilettante che riesce a battere dei golfisti professionisti in un Major! Una cosa decisamente difficile di questi tempi – l’epoca di questo fatidico Us Open è il lontano 1913 -, anche se gli amateur ogni tanto fanno ancora capolino nelle prime posizioni, come accaduto ad esempio all’Open Championship 2015 di St Andrews, con il dilettante Paul Dunne in testa a diciotto buche dal termine (poi crollato con un 78).

Ecco la storia di Francis Ouimet nei dettagli: più di un secolo fa, un ragazzo di umili origini lavora come caddie in un golf club di Brookline, inizia ad avvicinarsi a questo sport e coltiva il sogno di sfidare grandi professionisti come Harry Vardon.

Splendida la citazione di quest’ultimo in uno spezzone del film, durante l’incontro tra il campione e il Francis-bambino in difficoltà, a proposito dell’impugnatura del bastone:

Hai mai tenuto un passerotto in mano? Non forte da fargli male, ma fermo tanto da impedire che voli via

Il tempo passa, Ouimet impara da autodidatta e dimostra un talento da fuoriclasse del golf, cresce e riesce a partecipare allo Us Open da amateur, nonostante l’ostruzionismo del padre, che vuole per lui un futuro “certo”, dove questo sport rappresenta invece una distrazione.

Sul percorso che ben conosce, affiancato da un caddie bambino (Eddie Lowery, di soli dieci anni) e tra mille difficoltà, si troverà ad affrontare in un emozionante play off finale proprio Vardon, e l’altro campionissimo Ted Ray. Riuscendo ad avere la meglio su entrambi.

È vero, il finale non andrebbe svelato, ma la storia è nota, perché si tratta di fatti realmente accaduti.

Francis Ouimet è stato il primo amateur della storia a vincere lo Us Open ed è presente nella Hall of Fame del golf. E ciò che rende la sua biografia davvero straordinaria è anche la decisione di rimanere amateur a vita nonostante la classe innata, anche se nel 1916 la USGA riuscì a convertirlo professionista per motivi commerciali, ma per soli due anni.

The Greatest Game Ever Played (traduzione inglese e titolo anche del romanzo di Mark Frost) del regista statunitense Bill Paxton è un film (anno 2005) che innanzitutto emoziona. E questa è la caratteristica principale di una bella pellicola, di un cinema fatto bene.

È vero: è un classico racconto a lieto fine (prodotto Walt Disney, adatto a grandi e piccini), dove ci sono tutti gli ingredienti del melodramma.

C’è l’amore adolescenziale tra Francis (interpretato dal bravo Shia LaBeouf) e Sarah, c’è la lotta di classe tipica di un’epoca dove il golf era appannaggio di pochi eletti, c’è tutta la grandezza dello sport e dei suoi valori capaci di annullare le differenze, c’è una fotografia che ci catapulta a pieno in un mondo affascinante dalle mazze di legno, c’è tutta la passione emotiva che questa disciplina è capace di generare sia nel singolo giocatore, sia nelle masse.

Il film su Francis Ouimet, Il più bel gioco della mia vita, ti garantirà due ore di visione piacevole e ricorda, come dice il simpatico caddie-bambino:

Se al Caddy dai retta la buca è perfetta!

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