Il ritorno di Tiger Woods all’Hero World Challenge alle Bahamas

C’era molta attesa per il ritorno di Tiger Woods all’Hero World Challenge ad Albany, nelle Bahamas. Mancava da ben 16 mesi, da quell’agosto 2015 segnato dai problemi di schiena, ed eravamo in tanti a chiederci come sarebbe tornato, dopo tre operazioni ed uno stop agonistico così lungo.

Dopo il primo, annunciato rientro al Safeway Open in Turchia ad ottobre, poi saltato, c’era anche il terrore di un nuovo rinvio al 2017. Invece stavolta, nel torneo organizzato proprio dalla Fondazione Woods, con un field di 18 giocatori tra i più forti del mondo, il ritorno di Tiger Woods si è materializzato.

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express.co.uk

Del resto pochi giorni fa, il fuoriclasse statunitense aveva dichiarato, senza esprimere dubbi sul suo gioco: “Mi sento pronto”.

Semmai i dubbi erano tutti dei suoi tifosi, degli amanti del golf, che non possono fare a meno della sua stella principe, del golfista più forte degli ultimi vent’anni. Non ancora almeno. Anche se la carta d’identità il 30 dicembre 2016 segnerà 41.

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Il rientro di Tiger Woods sul campo

E allora, com’è stato il rientro di Tiger Woods?

Eccellente nelle prime nove buche, con quattro birdie nelle prime otto ed un solo bogey alla 9, dove prima è finito nell’erba alta per un difficile colpo di recupero, e poi ha mostrato qualche limite sul temuto gioco corto con una flappa.

Ecco il video del bellissimo tee shot alla buca n.8.


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Sono state però le seconde nove a riportare la Tigre nell’anonimato, in particolare le ultime tre con doppio bogey ai par 4 della 16 e della 18. 4 colpi persi che hanno inficiato uno score fino a quel momento più che buono, e dovuti probabilmente alla mancanza di tenuta fisica sulla distanza.

Ma poco importa.

Sul campo largo di un luogo da sogno, segnato dal caldo ma anche dal vento, all’interno del lussuoso Albany Resort Bahamas, un Tiger teso, sudatissimo e di nero vestito (occhiali da sole compresi) ci ha restituito per 15 buche un giocatore ritrovato, al cospetto di avversari da Ryder Cup (ben 12 della recente edizione a Chaska). Diverso e più moderato il suo swing, ottimo il putt, da migliorare ancora la zona di gioco intorno al green.

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Un ritorno dal sapore ancora agrodolce pensando a quel che è stato l’americano dal primo successo al Masters 1997 fino all’ultimo Major del 2008 (Us Open), per un totale di 14 che lo rendono storicamente secondo al solo Jack Nicklaus.

Ma Tiger è Tiger, ovvero un fenomeno, ancora lontano dalla categoria Senior, che può ancora dire la sua e raggiungere l’agognato record dei 18 Slam.

Un campione segnato da infortuni a schiena e ginocchia, da vicende extra-campo come gli scandali extraconiugali e le storie con campionesse dello sport come Lindsey Vonn, da accuse di doping, schiacciato dal sistema che lo vuole macchina da soldi e vincente perché lui è Tiger.

E come i veri campioni, con corpo e psiche segnati da mille cicatrici di anni di vittorie e cadute, ecco il ritorno di Tiger Woods da eroe indomito, nel segno di quel carisma e magnetismo dono di pochi.

Bentornato fenomeno, per vederti tornare anche a vincere c’è ancora tempo.

Il risultato di Tiger Woods all’Hero Word Challenge, con scorecard completo e leaderboard dei giocatori lo trovi a questo link.

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