La solitudine del golfista, la differenza con gli altri sport

La solitudine del golfista. Non l’hai mai provata? Non ci credo. Chi gioca a golf la conosce bene.

Sei lì, circondato da una natura straordinaria: alberi maestosi e laghetti rilassanti, pecore e nutrie non mancano, i fairways sono tappeti che ogni volta si stendono al nostro passaggio, per indicarci la strada giusta. Ci sono i compagni di gioco, magari un caddie a seguire il nostro giro. Ma ti senti solo, terribilmente solo.

Nel corso della mia vita, prima del golf mi sono dedicato al calcio/calcio a sette/calcetto, e al tennis. Le palle sono sempre state la mia fissazione! Gioco con una palla e sono contento come un bambino! Ma ho notato grandi differenze tra questi sport e il golf. E la solitudine è una di queste, ben diversa da quella di un comune sport individuale.

Differenze tra il golf e gli altri sport

Rispetto alla maggior parte degli sport, il golf è innanzitutto più maledetto, più subdolo, e in questa sua ombrosa caratteristica cela tutto il suo fascino. In un attimo è capace di elevarti alla gloria, così come di farti piombare all’inferno. Tutto nasce inevitabilmente dalla sua maggiore difficoltà, sia tecnica che psichica.

Mentre il calcio e i suoi cugini sono – in modo evidente – un gioco di squadra, il tennis non lo è, e si avvicina in questo al golf. Ma la racchetta è in continuo movimento, ci sono un’intensità e uno sforzo aerobico che nel golf non esistono.

Ogni sport individuale, pensiamo anche al ciclismo, all’automobilismo, alla ginnastica, al nuoto o al pugilato, porta con sé un utilizzo del corpo costante, che sposta l’attenzione della nostra mente. Anzi, la mente entra in una sorta di stato meditativo, senza pensare. Per dirlo in soldoni, senza paroloni né l’ausilio di professionisti della psicologia, è un po’ come quando siamo presi da una qualsiasi attività, ci “perdiamo” in questa. Annulliamo l’io pensante, come accade ad un monaco in meditazione. Come ci racconta Willy Pasini, il golf è invece lo sport più interiore. E ci costringe continuamente a misurarci con la nostra interiorità, piuttosto che con il puro corpo fisico. Ed è tutt’altra cosa, è tutt’altra difficoltà. Mente ed emozioni prendono il sopravvento, e spesso influenzano il nostro gioco. Siamo soli con noi stessi.

È anche per questo che il noto psichiatra parla del tiro con l’arco, forse l’unico sport che fa percepire la stessa solitudine del golf. Quest’ultimo presenta quei lunghi momenti di stallo tra un colpo e l’altro in cui passa di tutto, in cui si è consapevoli dell’esser soli. Un arco temporale che, a mio modo di vedere e vivere questo sport, determina l’estrema solitudine del golfista. Prima, e dopo il colpo. L’utilizzo puro del nostro corpo è qui limitato ai due secondi di esecuzione dello swing.

Come detto, il nostro sport non è di squadra, e non puoi nasconderti “nella” squadra, perché sei il protagonista principe, un fante in prima linea nel conflitto golfistico con noi stessi.

Il golfista fa parte della fanteria, è in prima linea e deve combattere da solo contro un nemico ben conosciuto

Nel golf non c’è il portiere che può rimediare al tuo errore difensivo, non ci sono le infinite opzioni di una partita di tennis che possono ribaltare i tuoi continui errori gratuiti. Sul green il dazio da pagare è notevole, in più la concentrazione deve essere sempre alta, e per molte ore.

Personalmente, amo la solitudine. Forse è anche per questo che amo il golf. Spesso temiamo questa condizione, nascondendoci nei nostri ruoli e continui appuntamenti sociali, ma se ci facciamo amicizia non è poi così cattiva! Anzi.

Lo swing è il gesto sportivo essenza della solitudine: un aggrovigliamento su noi stessi, un abbraccio con il nostro fratello gemello

La difficoltà tecnica dello swing si mescola quindi – inevitabilmente – alla difficoltà della mente solitaria. Riflettiamoci un attimo: quando siamo soli passano vagoni di pensieri. Proprio come quando giochiamo a golf. Non a caso l’aspetto psicologico influisce per il 70% della performance golfistica.

Abbiamo il caddie? Siamo soli. Giochiamo con un amico? Siamo soli. Il golf lo giochiamo con noi stessi, anche se in compagnia di altri.

Cosa ne pensi? Percepisci anche tu la solitudine del golfista quando giochi? Commenta, ma soprattutto iscriviti alla newsletter se non lo hai già fatto!

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