L’Open Championship 2015 proclama vincitore Zach Johnson che si aggiudica così l’ambita Claret Jug dopo un torneo infinito, conclusosi con un playoff a tre. Sul campo dell’Old Course di St Andrews in Scozia lo statunitense precede in extremis Loouis Oosthuizen e Marc Leishman nella giornata di lunedì, per le condizioni meteo della seconda e terza giornata (pioggia e vento) che hanno inevitabilmente fatto slittare la conclusione. 40° Francesco Molinari, unico italiano a passare il taglio.

Dustin Johnson in vetta all’Open Championship 2015
Solitario in vetta Dustin Johnson con -7, voglioso di riprendersi quello che ha buttato a Chambers Bay con tre putt alla 18. Sei i giocatori ad inseguire ad un colpo: Zach Johnson, Willett, Streb, Day, Goosen e Lowrie. Il favorito Jordan Spieth, a caccia del Grande Slam, chiude un buon giro a -5, con la 17 e la 18 condite rispettivamente da un’uscita dal bunker e un putt da fuoriclasse assoluto. Insieme a lui, Schwartzel, Oosthuizen, Na e Niebrugge. Tra i top players, Mickelson fa -2, Rose -1, mentre Tiger Woods è un disastro, in particolare nelle prime 9, con 3 bogey. Stesso score della leggenda Tom Watson, al suo ultimo Open alla bellezza di 66 anni. Manca Rory McIlroy per il recente infortunio alla caviglia, e si sente.
Gli italiani: Francesco Molinari conclude pari al par, il fratello Edoardo a +2, mentre Manassero gioca benissimo, ma il bel giro viene sporcato dal triplo bogey alla 17 – la temibile Road Hole – e lo score finale dice 73 (+1).
Pioggia, vento e taglio all’Old Course
Arriva la pioggia, il maltempo tipico della Scozia. Interruzione nella mattina e giro che inevitabilmente slitta di circa tre ore, senza concludersi in tempo. Si va al giorno dopo, nel quale ci si mette anche il vento forte con raffiche fino a 90 km/h, che sospende nuovamente la competizione. Dustin Johnson, anche in condizioni meteo proibitive, si porta a -10, mentre Jordan Spieth, stizzito più volte dalle difficoltà atmosferiche, chiude pari al par, mantenendosi 5 colpi dietro. Dietro il leader, spiccano Willett a -9 e Lawrie a -8, mentre risalgono giocatori del calibro di Adam Scott e Loouis Oosthuizen. Dei tre italiani in gara rimane solo Francesco Molinari, un -1 che gli consente di superare il taglio, a differenza di Manassero (+2) che paga in particolare la terribile 17 (4 colpi colpi persi in due giri) ed Edoardo Molinari (+5). Se ne va anche Tiger Woods, ancora una volta impalpabile col suo + 7, al pari di giocatori di livello come Jimenez, Watson, Poulter. Snedeker, Dubuisson. Addio definitivo al golf per le leggende Nick Faldo e Tom Watson, che salutano il pubblico alla 18, proprio a quell’Open che ha regalato loro tante soddisfazioni.
St Andrews campo di amateur: acuto di Paul Dunne
Si gioca di domenica e Open Championship che slitterà il finale al lunedì. Condizioni perfette stavolta, e birdies che arrivano a raffica. Leishman con un -8 di giornata si catapulta nelle prime posizioni, così come Pepperell, Fowler e Furyk, ma anche tanti amateur come Chesters, Niebrugge e soprattutto Paul Dunne: è il dilettante irlandese che con un 66 si porta in testa a sorpresa, -12 a pari merito con Oosthuizen e Jason Day. Spieth risale un colpo sotto con la consueta cattiveria, segue Harrington a -10, poi un gruppo di 9 giocatori tra i quali spiccano il già citato australiano, il connazionale Scott, Garcia, Rose. Almeno una trentina i papabili vincitori a 18 buche dal termine, per un finale che che si preannuncia entusiasmante. La vera delusione è ancora una volta Dustin Johnson che dopo due giornate da dominatore, crolla con un 75 che lo relega a -7, confermando limit psicologici più che tecnici. Francesco Molinari senza infamia e senza lode galleggia pari al par senza acuti.
Il vincitore della Claret Jug nella volata del lunedì al playoff
Non riesce il miracolo al dilettante Paul dunne che cede alla tensione con un brutto 78. Avanzano invece i giocatori migliori, a cominciare da Jordan Spieth. Il migliore di giornata è però Zach Johnson che con un -6 si porta in testa a sorpresa. Leischman sfrutta il bel terzo giro e si conferma anche nel quarto, sembra poter far suo l’Open ma paga il bogey alla 16 e chiude in parità con lo statunitense a -15. C’è anche Louis Oosthuizen nella bagarre, il vincitore di St Andrews nel 2010 alla 18 fa birdie e pareggia i conti con i primi due. Spieth rimane in scia, ma perde un colpo all’indigesta 17 e chiude a -14, un colpo sotto, così come Jason Day (ancor auna volta ad un soffio dalla grande vittoria). Più staccati Willett, Garcia, Rose il primo amateur Niebrugge. Molinari con un -5 si riporta al 40° posto, crollo totale di Dustin Johnson che bissa il 75 del giorno prima (49°).
Si va dunque ad un playoff a tre con 4 buche (1, 2, 17 e 18) da giocare. Leishman con due bogey nelle prime tre si estromette dai giochi, due i birdie di Johnson che arriva alla 18 con un colpo di vantaggio su Oosthuizen. Il sudafricano arrivano sul green con un putt che varrebbe il birdie per prolungare il match a sudden death. Ma lo sbaglia. E il vincitore dell’Open Championship 2015 è Zach Johnson, che può alzare la Claret Jug.