PGA Championship 2019: Tiger o Chicco? Favoriti e info sul 2° Major

PGA Championship 2019 al via: 101esima edizione del Major, che da quest’anno ha in serbo una grossa novità.

Il torneo si disputa infatti per la prima volta nel mese di maggio, a differenza della consuetudine che – dal 1949 fino ad un anno fa, quando a trionfare fu Brooks Koepka – lo voleva programmato in agosto. Non più quindi come ultimo Slam di stagione, ma come secondo, a distanza di circa un mese dal Masters, e prima dello US Open.

Andiamo a vedere tutto quello che c’è da sapere per godercelo al meglio.

foto PGA

PGA Championship 2019: storia, date, tv e campo

Il PGA è un Major che, seppur sulla carta di minor prestigio rispetto agli altri, ha una grande storia alle sue spalle, che parte nel lontano 1916, anno della prima edizione vinta da James M. Barnes.

Nel corso dei decenni ha visto tra i suoi vincitori giocatori fenomenali, come i detentori del record di maggior vittorie Walter Hagen e Jack Nicklaus (cinque titoli per entrambi), o come l’ancor sulla breccia Tiger Woods (4 trionfi, ultimo nel 2007), fresca giacca verde al Masters 2019.

La particolarità del PGA Championship sta sicuramente nel suo trofeo: circa 12 kg di peso e 70 cm di altezza per il cosiddetto Wanamaker Trophy, intitolato al fondatore della Professional Golfers ‘Association of America Rodman Wanamaker, che passa di mano ogni anno da vincitore a vincitore, per poi essere riconsegnato prima dell’inizio del torneo, in cambio di una versione in miniatura che il giocatore potrà custodire nella sua bacheca per sempre.

Leggenda narra che il Wanamaker Trophy fu smarrito nel 1925 proprio dal plurivincitore Walter Hagen, che dichiarò di averlo affidato ad un tassista (durante i festeggiamenti), che avrebbe dovuto portarlo nel suo hotel.  Ma il trofeo misteriosamente scomparve, per essere poi ritrovato cinque anni dopo in una cantina della LA Young & Company (i produttori delle mazze con marchio Walter Hagen). Da quel momento, la PGA ha messo al sicuro l’originale, producendo una replica per il vincitore annuale.

Il Wanamaker Trophy alzato da Koepka nel 2018 – foto durangoherald

Ma torniamo al presente.

L’edizione 2019 del torno si disputa nelle date e negli orari tv seguenti, visibile in esclusiva su Sky, canale 205 Sky Sport Golf:

  • giovedì 16 maggio 2019 1° giro (diretta tv Sky canale 205, dalle ore 19 alle ore 01);
  • venerdì 17 maggio 2019 2° giro (ore 19-01);
  • sabato 18 maggio 2019 3° giro (ore 20-01);
  • domenica 19 maggio 2019 4° giro (ore 20-01).

Il campo di quest’anno sarà – prima volta nella sua storia – il Bethpage Black Course presso il Bethpage State Park, in quel di Long Island (New York).

Da queste parti si sono già giocati due US Open (nel 2002 e nel 2009), i The Barclays 2012 e 2016, due eventi FedEx Cup, ed è in programma anche la Ryder Cup 2024, quella che succederà all’edizione 2022 in Italia.

Inaugurato nel 1936 e progettato dal famoso architetto AW Tillinghast, il Bethpage Black Course è il più impegnativo dei cinque percorsi di Bethpage, ed è un par 70 di circa 6800 metri, con due buche par 5, 4 par 3 e i restanti tutti par 4.

Chi sarà il vincitore del PGA 2019? Ecco i favoriti e le quote

156 giocatori al via del PGA Championship 2019, secondo i 12 criteri di qualifica, che comprendono ad esempio tutti i vecchi vincitori (17 in tutto, con tre plurivincitori come Tiger Woods, Vijay Singh e Rory McIlroy) e gli ultimi cinque degli altri Major USA.

La lista dei favoriti è come sempre lunga, vista la grande incertezza di un Major, ed il pronostico si preannuncia davvero complicato.

Favorito numero uno d’obbligo è Tiger Woods, per due motivi: la Tigre si è ritrovata definitivamente andando a conquistare di nuovo il Masters lo scorso aprile – 15esimo Major per lui – e continuerà la caccia al record di 18 targato ancora Nicklaus; ma soprattutto, da queste parti Tiger ha trionfato nello US Open 2002, superando di tre colpi Phil Mickelson. Conosce dunque molto bene il campo. I quotisti lo sanno, ed è per questo che lo danno solo a 13, per una vittoria che di certo non si può escludere.

Tra i favoritissimi ci sono anche i primi tre del ranking mondiale Koepka, trionfatore come detto nel 2018 anche se su altro percorso, Dustin Johnson e Rory McIlroy. Il potenziale del trio non si dispute, ma forse non è proprio un campo da bombardieri (ci sono solo due par 5) come questi straordinari giocatori sono. Brooks rimane un animale da Major con tre successi, DJ ha classe da vendere, così come Rory, quest’anno particolarmente in forma come ha confermato la vittoria al The Players Championship.

Chi non si può ormai davvero escludere dal novero dei vincitori è il nostro Francesco Molinari, una certezza e ormai un top mondiale (attualmente numero 7 nell’Official World Golf Ranking): dopo la straordinaria annata 2018 e la possibile vittoria al Masters sfuggita nelle tragiche acque delle buche 12 e 15, Chicco può farcela. Un anno fa fu sesto, nel 2017 secondo. Insomma il feeling con questo Major sembra esserci. Viene quotato da William Hill a 29.

Tra l’altro, il primo ed il secondo giro di Chicco saranno niente di meno che con Koepka e Tiger, per uno spettacolo davvero imperdibile.

Scorrendo i papabili trionfatori, come escludere Justin Thomas, Jason Day, Justin Rose, Jon Rahm, Jordan Spieth (a caccia del completamento del Grande Slam) o quel Rickie Fowler  che ha finito tra i primi dodici in sei dei suoi ultimi nove tornei, ma ancora alla ricerca del primo acuto Major? Oppure Fleetwood o DeChambeau.

Oppure Xander Schauffele, giocatore che ha dimostrato gran classe, ottimi piazzamenti Major e forma davvero niente male. Il giovane americano ha chiuso alle spalle di Tiger nel Masters (per un solo colpo), stesso risultato un anno fa all’Open Championship firmato Molinari, ha concluso quinto allo Us Open 2017, e quest’anno ha incamerato due vittorie sul PGA Tour. Che sia lui la possibile sorpresa?

Ci sono altri due giocatori da tenere d’occhio, e sono Patrick Reed e Phil Mickelson. Il vincitore del Masters 2018 da queste parti ha vinto il The Barclays 2016, stesso discorso di Tiger quindi. Lefty invece nel 2002 qui arrivò secondo, nel citato US Open di Woods, quindi come escluderlo?

Outsider ma giocatori sempre da prendere in considerazione per palmarès e capacità di compiere un exploit sono Ian Poulter, Zach Johnson, Thorbjorn Olesen, Jason Dufner, Martyn Kaymer e Danny Willett.

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