La routine pre-shot è una di quelle cose di cui tutti parlano nel golf, ma che pochissimi dilettanti usano davvero.
E quando la usano, spesso è solo una copia mal riuscita di quella vista in TV.
Il risultato?
In allenamento tutto sembra fluido. In gara, appena sale un minimo di tensione, la routine sparisce.
Il problema non è che “non sei disciplinato”.
È che non hai mai costruito una routine che funzioni per te.
Cos’è davvero una routine pre-shot (e cosa non è)
La routine pre-shot non è:
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una sequenza rigida da manuale
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un rito scaramantico
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qualcosa che serve solo quando sei sotto pressione
La routine è semplicemente: un modo ripetibile di prepararti al colpo, indipendentemente da come ti senti.
Questo approccio è lo stesso descritto da Bob Rotella nei suoi libri, dove la routine pre-tiro serve soprattutto a liberare la mente e non a controllare il colpo.
Serve a una cosa sola:
togliere decisioni inutili prima di colpire.
Quando sei in gara, il cervello è già occupato da:
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punteggio
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contesto
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attesa
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errori precedenti
Se deve anche improvvisare “come colpire”, è normale che tutto si complichi.
Perché alla maggior parte dei dilettanti manca
1. In allenamento non serve (in apparenza)
Al campo pratica:
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nessuno ti guarda
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puoi rifare il colpo
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non c’è una vera conseguenza
Quindi:
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ti piazzi
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colpisci
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via
In gara, però, quel vuoto viene a galla.
Questo è lo stesso motivo per cui molti golfisti giocano bene in allenamento e fanno fatica quando conta davvero.
2. Si confonde la routine con la tecnica
Molti pensano che la routine serva a:
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controllare lo swing
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sistemare il grip
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“sentire il colpo giusto”
In realtà la routine non migliora la tecnica.
Serve a lasciarla andare.
Se durante la routine stai pensando a mille cose tecniche, non è una routine: è confusione organizzata.
3. Si copia quella degli altri
Rory, Tiger, il pro del circolo.
Ma una routine efficace:
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dipende dal tuo ritmo
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dal tuo tempo di concentrazione
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dal tuo livello
Copiarla è il modo più veloce per abbandonarla.
Come costruire una routine che funzioni davvero
Non serve complicare.
Una routine efficace per un dilettante può stare in 20–30 secondi.
1. Fase di decisione (dietro la palla)
Qui decidi tutto:
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colpo
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traiettoria
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mazza
Quando entri sulla palla, la decisione è chiusa.
Questo è il punto che più aiuta in gara.
2. Fase di preparazione (vicino alla palla)
Qui fai sempre le stesse cose, anche se sembrano banali:
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uno o due swing di prova
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un respiro
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una parola chiave (“fluido”, “ritmo”, “centro”)
Non per giocare meglio.
Per entrare nello stesso stato ogni volta.
3. Fase di esecuzione (sulla palla)
Una volta in address:
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niente ripensamenti
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niente aggiustamenti infiniti
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palla → setup → colpo
Se ti blocchi qui, significa che la decisione prima non era chiara.
Come allenarla (il punto che tutti saltano)
La routine non si crea in gara.
Si allena prima.
Se il tuo obiettivo è giocare meglio a golf, allenare comportamenti ripetibili è spesso più efficace che accumulare ore di tecnica.
Al campo pratica:
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usa la routine anche quando sei da solo
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anche per colpi facili
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anche quando stai “giocando bene”
Se la usi solo quando sei in difficoltà, non diventerà mai automatica.
Allenare la routine significa:
allenare il comportamento, non il colpo.
Il vero beneficio della routine
La routine non ti garantisce:
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colpi perfetti
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score bassi
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zero errori
Ti garantisce una cosa molto più importante:
continuità.
In gara, continuità batte ispirazione.
Sempre.
In conclusione
Se in gara ti senti:
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frettoloso
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rigido
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incerto
probabilmente non è la pressione.
È che entri sul colpo ogni volta in modo diverso.
Una routine semplice, personale e ripetibile non ti rende un professionista.
Ma ti fa giocare da golfista consapevole.
Ed è da lì che si inizia davvero a giocare meglio.
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Il golf lo vivo sul campo, non solo sul web.
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