Ci sono libri e libri. E I sette principi del golf di Darrin Gee è uno di quelli capaci di rivoluzionare il nostro approccio alla vita, golfistica e non.
Partiamo dalla vita golfistica, che è quella che ci interessa. Giusto?
Innanzitutto, chi è Darrin Gee? È un istruttore qualificato, uno dei più grandi esperti nel dominio degli aspetti mentali nel golf (ha avuto molti riconoscimenti ufficiali), e dal 2000 risiede alle Hawaii dove ha aperto la rinomata Spirit of Golf Academy. Non a caso il sottotitolo del libro (123 pagine di lettura agile che finirai in men che non si dica) è Allenare la mente dentro e fuori il campo.
Dopo essere incappato come tutti noi in giornate di grande frustrazione golfistica – quando nulla sembra riuscire – e aver abbandonato la pratica, Darrin tornò a giocare dopo 4 mesi, concentrandosi sugli aspetti mentali del golf, fino a definire i 7 principi che lo hanno aiutato a migliorare il suo gioco e, di riflesso, anche la sua vita.
Lascia che te lo dica: è una lettura che mi ha rigenerato, e che ti consiglio caldamente. Non te ne pentirai, te lo assicuro. Non si tratta del classico libro sulla tecnica (alcuni peraltro utilissimi), ma di una serie di consigli fondamentali per il nostro miglioramento a 360 gradi, e che chiedono solo la nostra applicazione. Quella vera e profonda però.
I sette principi del golf
Ok, ma quali sono questi benedetti principi?
Vediamoli un po’, anche se non ti svelerò tutto il contenuto del manuale, altrimenti ti toglierei il sapore di una lettura davvero generosa per quello che ci elargisce ad ogni pagina. Ognuna di queste ha un sapore davvero speciale.
Abbiamo parlato spesso delle difficoltà mentali del golf (ti ricordo questa applicazione gratuita per allenare la mente) e dei pensieri che “produce” ogni volta sul tee. Svuotare la mente da questi è fondamentale, e l’autore ci insegna come fare, dominando quello che lui definisce – come anche Daniel Robert in L’arte del golf di Willy Pasini – “gioco interiore”.
Non sono baggianate, credimi. Tiger Woods ha imparato la strategia mentale da piccolo, Mickelson rilegge sempre i suoi appunti di psicologia dell’università, tutti i pro sanno che per effettuare un grande colpo bisogna predisporsi alla possibilità di eseguirlo ogni volta. E senza il dominio dell’aspetto mentale sarà impossibile realizzare un colpo perfetto.
“La mente è così potente. Pensate “voglio farla arrivare vicino alla buca”. Ecco dove interviene la mente. La mente deve produrre pensieri positivi. Tutti i grandi campioni lo fanno.” (Byron Nelson)
Il primo principio analizza la necessità di ancorarsi al terreno. Senza una base forte non è possibile avere uno swing solido e colpire lo sweet spot. Gee sottolinea quanto l’equilibrio nel golf sia fondamentale, essendo un movimento atletico di grande difficoltà.
Per avere radici che penetrano nel terreno, sotto i chiodi delle nostre scarpe, ci suggerisce degli stratagemmi facili, che ci renderanno maggiormente consapevoli della distribuzione del nostro peso. L’esercizio di jump stop è incredibilmente utile.
Al termine del paragrafo (e per tutti e sette), ecco una serie di esercizi di riepilogo, che ogni volta potremo ri-utilizzare al bisogno. Ma soprattutto l’applicazione dello specifico principio nella nostra vita, quella al di fuori del campo da golf. Perché i 7 principi del golf riguardano il potenziale individuale: tutti possiamo realizzare uno swing perfetto come Tiger Woods. Non solo sui fairways, ma anche sui “campi” che calchiamo ogni giorno.
Nel caso del primo principio – ANCORARSI AL TERRENO -, ecco spiegato come avere maggiore stabilità anche nella nostra quotidianità, spesso davvero stressante.
Il secondo principio si basa sulla PERCEZIONE e l’istinto, caratteristiche che tendiamo a perdere con l’avanzare degli anni. Da piccoli eravamo più a contatto con i nostri sensi: dobbiamo ri-attivarli per migliorare la qualità dello swing. Ecco come.
Terzo principio–> VISUALIZZAZIONE, ovvero l’importanza di vedere ciò che vogliamo fare, preparando il corpo a farlo davvero. Attraverso tre tappe che Darrin Gee ci svela con grande maestria e sensibilità.
Quarto principio che prende in considerazione il RITUALE PRIMA DEL TIRO. Una condizione che parte dalla pre-shot routine per culminare in un rito dal sapore antico. Rituale significa “andare insieme”, e unisce metafisico e reale.
Perché dovremmo avere un rituale prima di tirare?
Per separare il “giocare a golf” dal “trovarsi sul campo di golf” (con tutte le distrazioni annesse), dice lo scrittore-golfista. Ma è necessario che ognuno trovi il proprio rito, considerazione che ben si allaccia al principio n.5–> SCOPRIRE IL PROPRIO SWING NATURALE.
Già, perché se prendiamo il mio e il tuo swing sono diversi, non trovi?
Jim Furik ha uno swing davvero particolare, quello di Ernie Els è elegante e tranquillo, quello di John Daly più istrionico, come la natura di ognuno di questi giocatori.
Hai mai trovato il tuo swing, quello vero? O hai cercato solo di imitare quello dei grandi campioni?
E siamo al sesto principio: REALIZZARE UN TIRO PER VOLTA.
“Non c’è niente di nuovo o originale nel dire che il golf si gioca un tiro per volta. Ma io ci ho messo anni per capirlo” (Bobby Jones)
Giocare un colpo alla volta, dimenticare il precedente – buono o cattivo che sia stato – e non pensare a quello dopo, ma essere nel presente. E allontanarsi dall’attaccamento al risultato, che spesso logora la nostra mente.
Infine il principio 7: RIVOLUZIONARE IL GIOCO, RIVOLUZIONARE LA VITA.
Perché
“… il golf è vita… se scegliamo di sfruttarlo, credo che il golf, con il matrimonio e l’essere genitori, possa essere la più grande opportunità di apprendimento nella vita.” (M.Scott Peck)
Hai mai pensato di rivoluzionare il tuo gioco? È una rivoluzione identica a quella nella vita. L’una precede e predispone all’altra.
Se desideri farlo inizia oggi, leggendo questo libro.
Se a tutto quello che ti ho raccontato, aggiungiamo il fatto che la copertina rigida de’ I sette principi del golf di Darrin Gee è di un’eleganza che ben si addice al golf, verde come il nostro amato green, con una piccola foto stilizzata e tante immagini di contorno all’interno – stupendamente realizzate da Keith Witmer -, con esempi di storie di allievi che il nostro esperto di golf mentale ha aiutato nel loro percorso di miglioramento, posso dire con certezza che si tratta di un libro
Imperdibile.