Cari amici golfisti, ho il piacere di presentarvi in questo post un’interessante intervista a Silvio Grappasonni, commentatore di Sky Golf ed ex giocatore dell’European Tour. Un grazie speciale a Silvio, disponibile e gentile, proprio come appare sugli schermi della nota pay Tv, da tempo all’avanguardia nel rendere accessibile il golf a noi appassionati.
Intervista a Silvio Grappasonni
– La famiglia Grappasonni fa parte della storia del golf italiano. Una tradizione che nel 2011 ha festeggiato 80 anni: com’è cambiato il golf in questo arco di tempo?
È cambiato tanto, soprattutto negli ultimi vent’anni. In particolare alla fine degli anni Novanta con Tiger Woods, che ha rivoluzionato il sistema di allenamento e il modo di affrontare una gara. Adesso è un golf più potente e fisico, e ci sono diverse apparecchiature che lo rendono diverso da quello di prima: sistemi radar, biomeccanica e tante altre innovazioni, non solo a livello di materiali.
– Tuo padre Ugo è stato uno dei più grandi golfisti italiani, che caratteristiche di gioco aveva?
Era un giocatore di grande classe, molto tecnico e fortissimo sul gioco corto. A lui sono molto grato, non mi ha mai costretto a giocare, era un padre molto permissivo, e mai aggressivo.
– È vero che era grande amico di Clark Gable col quale giocava spesso? Ci puoi raccontare il simpatico aneddoto col famoso attore americano?
Beh, non proprio amico. Ma si conoscevano: a quel tempo – come oggi con George Clooney – gli americani andavano sul Lago di Como e a Villa d’Este capitava che giocassero insieme. Un giorno sono andati a fare shopping a Como, in un negozio di cravatte, e la commessa quando ha visto Clark Gable è rimasta di pietra. A quei tempi era difficile entrare in contatto con divi di quel calibro, e ad un suo bacio svenne dall’emozione!
– Negli anni 80-90 hai giocato sull’European Tour, e sei stato tra i migliori interpreti azzurri di quel tempo: il tuo più bel ricordo da giocatore?
Ho smesso nel 2000, e i ricordi più belli sono legati alle volte che ho giocato con Severiano Ballesteros e Nick Faldo, giocatori incredibili. Con Seve è capitato un paio di volte in Spagna: era un fenomeno, con un carisma e uno sguardo che ti bruciava. Quando andavi sul tee accanto a uno così te la facevi sotto. Con lui parlavamo molto anche di calcio e ciclismo. Nick Faldo era invece più freddo e taciturno, ma con un fisico impressionante.
– Il golf in Italia sta crescendo, ma ancora è percepito da molti come uno sport “per pochi”. È così? E cosa possiamo fare per renderlo più accessibile al grande pubblico? In questo senso, la Ryder Cup 2022 a Roma sarebbe un passo importante: cosa significherebbe per il movimento golfistico italiano poter ospitare una manifestazione così affascinante?
Non è vero che è uno sport per pochi, adesso costa molto meno giocare a golf. Quello che costa veramente è il tempo che questo sport ti richiede, per il resto compri una sacca da principiante e ti può durare dieci anni senza problemi. La Ryder Cup sarebbe un botto incredibile, ma sarà dura con i competitors che ci sono. Il problema è che per lanciare il golf dobbiamo avere anche un piano B. Noi con Sky Golf e le tantissime ore di diretta ne aiutamo sicuramente la crescita.
– I fratelli Molinari e Matteo Manassero rimangono gli atleti di punta del golf italiano nel mondo: riusceremo mai a vedere un italiano trionfare in un Major?
Prima avevamo tre giocatori nei primi 50, adesso la situazione è cambiata. Al momento solo Francesco Molinari potrebbe farcela, ma la vedo durissima, soprattutto con i fenomeni di adesso: Jordan Spieth, Jason Day, Rory McIlroy e ci metto anche Rickie Fowler, seppur un gradino sotto ancora, essendo arrivato molte volte secondo in un grande Major rispetto agli altri, tutti vincitori.
– Francesco Molinari ha compiuto il grande salto nel PGA Tour, mentre Matteo sembra essersi perso dopo la grande vittoria al BMW PGA di Wentworth. Come vedi il futuro di entrambi?
Francesco è stato bravo, si è consolidato nonostante il grande salto nel PGA. Matteo ed Edoardo Molinari sono invece in difficoltà, Manassero in particolare è un mistero del golf. Non riesco a capire perché a volte fa determinati score, ma certamente è ancora molto giovane.
– Giovani talenti crescono: Renato Paratore, dopo aver ottenuto la carta, sembra prossimo all’esplosione, mentre l’Open d’Italia ha messo in mostra Lorenzo Scalise e Stefano Mazzoli. Sono questi i nomi per i prossimi anni?
Sicuramente, insieme ad altri. Ci sono anche Ortolani e Vecchi Fossa, che ha veramente un bel gioco solido. Alberto Binaghi sta facendo un lavoro straordinario, ha creato un ambiente magico, dove c’è grande spirito di sacrifico. Nonostante i pochi giocatori, sta facendo un miracolo.
– A proposito di talenti, siamo rimasti tutti sconvolti da quanto accaduto allo sfortunato Teodoro Soldati. Conoscevi Teo? Puoi raccontarci qualche aneddoto per ricordarlo?
Con Teo ho giocato un match di esibizione nel suo circolo. Aveva tutti 9 a scuola, era un genietto, aveva una testa fuori dal comune. È una grande perdita, poteva essere davvero il fulcro di un gruppo di grande livello. Una tragedia che ci lascia senza parole, un dolore soprattutto per i suoi genitori eccezionali.
– Nuove, e vecchie generazioni: Costantino Rocca ha salutato il suo pubblico disputando l’ultimo Open d’Italia. Una carriera straordinaria la sua…
Altro fenomeno, venuto fuori da solo. Quasi un autodidatta: faceva il caddie, poi diventò caddie master e con i consigli di Baldovino Dassù – vincitore dell’Open d’Italia del 1976 – riuscì a migliorarsi, fino a diventare un giocatore incredibile.
– Sky Golf è una vetrina che ha permesso a molti – me compreso – di seguire il golf con molta più facilità. Ci sono novità nella programmazione per i prossimi avvenimenti? Oltre a te, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e Roberto Zappa gli esperti della tecnica, Francesca Piantanida e Lia Capizzi le giornaliste: sarà sempre questa la squadra di base?
Sì tutto confermato, anzi ci saranno delle novità che non posso ancora rivelare.
– Qual è l’errore tecnico che la maggior parte dei dilettanti commette? Puoi consigliarci un potente drill alla Roberto Zappa, capace di migliorare il nostro gioco?
Il problema dei dilettanti è il gioco corto, dove ci sono i maggiori margini di miglioramento. Un consiglio che posso dare è di cercare di praticare se possibile almeno 20 minuti al giorno sul gioco corto.
– Quanto conta la mente nel golf, e quali sono i segreti di questo bellissimo sport?
Tantissimo, anche il 90%. Il golf non ha segreti, dobbiamo solo pensare ad una cosa per volta e giocare in modo naturale. Pensare a più cose manda in tilt il cervello. Dobbiamo lavorare ad esempio sul pensiero fatto col maestro. Averne uno di fiducia e prendere una lezione ogni tanto va bene, ma senza esagerare, per non creare una dipendenza.
– Oltre al golf, quali altre passioni hai?
Sono un ex kartista, facevo le gare, ci ho speso molto di più che col golf! Quindi i motori sicuramente, ma seguo molto anche il calcio – sono tifoso della Roma – ed il ciclismo.
– Quali sono i progetti futuri di Silvio Grappasonni?
Guarda, sono a Sky e sto benissimo, è un sogno. Commento la mia passione, ed è diventato il mio lavoro. L’ambiente è giovane e dinamico, meglio di così! Spero di continuare nella famiglia di Sky Sport per il maggior tempo possibile.