Nel golf c’è una mazza non propriamente classica, ed anzi un po’ bistrattata, perché considerata “rozza”: si tratta del chipper.
Cos’è il chipper?
In sostanza è un bastone per eseguire i colpi a correre – il cosiddetto chipping -, quelli cioè con traiettoria bassa, con la pallina da golf che compie un piccolo volo per poi rotolare per gran parte del suo tragitto fino alla buca.

Stiamo parlando quasi sempre di approcci dall’avant-green, quando è necessario superare l’erba più alta o il rough duro che si frappone tra la palla ed il vero e proprio green rasato. In questo caso, l’utilizzo di un putter è sì possibile, ma complicato: quantità e direzione dell’erba, se bagnata o meno, rendono difficile il dosaggio della forza che subisce inevitabilmente queste variabili. E allora il salto dell’ostacolo rende il colpo più sicuro.
Per fare un chip a correre solitamente si usa un ferro con un loft più basso rispetto ai classici wedges a 56-58-60 gradi, utilizzati per il gioco corto. Ci vuole almeno un pitch, ma ancora meglio – come suggerito da tanti maestri – un ferro più chiuso, tipo un ferro 9, 8 o 7, scendendo di numero soprattutto se la distanza da percorrere per andare in buca è più lunga.
Ma torniamo al nostro chipper di golf.

La sua caratteristica principale è quella di essere una sorta di ibrido: è sostanzialmente un putter con un loft tipico di un ferro 7 e permette di saltare l’erba esattamente come facciamo quando utilizziamo un classico ferro a correre. Per la sua conformazione tende ad incastrarsi meno con la palla, ed ha un margine di errore maggiore.
Il movimento da eseguire è lo stesso di quando puttiamo, ossia un’oscillazione senza utilizzo dei polsi, in modo da utilizzare il loft che alzerà la palla per un tratto, cosa che il putter non fa avendo un loft praticamente piatto.
Il chipper da golf è utilizzato soprattutto dai principianti, perché più semplice e sicuro, con minor rischio di fare un top come nel caso di un ferro. Per i giocatori più bravi e per i maestri è una mazza rustica, quasi primitiva, da usare solo nelle fasi iniziali quando ci si avvicina a questo sport.
Personalmente ritengo il chipper un bastone sì rudimentale, ma da tenere in sacca, perché utile nei momenti di crisi tecnica o psicologica: se durante una gara hai un momento difficile, tutto ti viene male e perdi sicurezza in te stesso, l’approccio – richiedendo grande tranquillità – risulterà ancora più difficile e a rischio flappa e annessi. Ecco allora che il nostro putter/ferro 7 ci viene in soccorso, con la sua maggior facilità di utilizzo.
Se lo vuoi acquistare, un chipper ha un altro inevitabile vantaggio: il prezzo basso. Si trovano infatti di medio livello ad una cifra che va dai 20 euro fino ai 70. Io ho quello semplice semplice di marca Wilson.
E tu che ne pensi? Hai mai provato il chipper?