Handicap golf: cos’è e come funziona

Facciamo un po’ di chiarezza sull’handicap di golf, per capire meglio cos’è e come funziona. In particolare per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo sport, così da comprenderne un aspetto fondamentale.

Handicap golf: cos’è e come funziona

Partiamo da una spiegazione semplice, per interiorizzare subito il concetto: in sostanza, l’handicap è un numerino che indica l’abilità di gioco del golfista. Per dirla in modo spartano ci dice “quanto sei bravo a giocare a golf in quel momento specifico”, può infatti variare, salire o scendere in base alle prestazioni nelle gare ufficiali.

Possiamo considerare l’handicap “ciò che rende democratico il golf”, perché permette a giocatori di diversa caratura tecnica di sfidarsi in una competizione ad armi pari, in quanto è un sistema a vantaggio che concede dei colpi in più coi quali chiudere la buca.

Funziona quindi così: più alto è l’handicap, minore è la bravura del golfista, ma maggiori i vantaggi in termini di colpi in eccesso consentiti; viceversa se basso, il giocatore è più forte, e dovrà concludere la buca con un numero di colpi minore.

Come si ottiene l’handicap? Da 54 a scratch

Per prendere l’handicap è necessario:

  • iscriversi ad un corso per neofiti ad un golf club, conseguendo la tessera FIG e la qualifica NA (giocatore non abilitato);
  • partecipare alle lezioni di pratica con un maestro professionista, con diritto di accesso al campo pratica;
  • partecipare alle lezioni di teoria presso il circolo, studiando anche il libro delle regole;
  • al termine dei cicli stabiliti, esame di pratica, con conseguente carta verde in caso di esito positivo e assegnazione della qualifica GA (giocatore abilitato);
  • esame di teoria, regole ed etichetta (un test di 18 domande, necessarie almeno 15 risposte giuste), e in caso di esito positivo assegnazione automatica di un EGA handicap 54.

Molti anni fa, dopo l’esame di teoria e quello di pratica, si accedeva alle gare per i dilettanti con la qualifica di NC, cioè “non classificato”, per poi dover acquisire l’handicap disputando ed ottenendo risultati in una gara, da un minimo di 36 (due colpi in più a buca su 18).

Un cambiamento sostanziale nel funzionamento dell’handicap è avvenuto nel 2016, quando tra le altre cose si è stabilito che il neofita, dopo aver superato l’esame delle regole, può subito scendere in campo con un 54 di handicap iniziale (assegnandogli tre colpi in più per ogni buca sul classico percorso di 18).

Adesso è quindi automatico l’ottenimento dell’handicap, e molto più facile migliorarlo, partendo da una base più alta.

Come abbassarlo?

Semplicemente, durante una gara FIG, concludendo il maggior numero di buche con un minor numero di colpi di quelli assegnati sullo score. Il calcolo complessivo si farà poi seguendo le regole di un punteggio stableford, utilizzato nella maggior parte dei tornei per dilettanti: se il giocatore porta a termine la buca con gli stessi colpi in più assegnati (gli asterischi nella foto sotto) conquista 2 punti, con un colpo in meno ne conquista 3, se in più conquista uno solo, eccetera… fino ad computo complessivo che se maggiore di 36, farà abbassare l’handicap.

L’handicap di golf va da 54 a 0 (giocatore scratch o professionista, con rare eccezioni di dilettanti sotto lo 0)

Dal punto di vista tecnico invece, qui trovi alcuni consigli su come abbassare l’handicap di golf.

Calcolo dell’handicap

Ma come funziona il calcolo dell’handicap? Molto è cambiato nel corso del tempo.

Par, bogey e birdie sono spesso usati come giudizi invece che come riferimenti di gioco, e vale la pena capirli davvero.

Intanto, ogni anno avviene una revisione che lo modifica, per saperne di più clicca l’articolo relativo alla revisione annuale e verifica dell’handicap qui.

Ma la vera rivoluzione è arrivata nel 2020, con il nuovo handicap di golf mondiale, il World Handicap System.

La nuova normativa ha infatti cambiato le regole in campo, e adesso – parlo per esperienza personale, da giocatore – è molto più complicato scendere di handicap, e più facile risalire. Questo perché è diminuito il margine di errore.

Il nuovo sistema implementato si basa infatti su una media statistica degli 8 migliori score dei 20 più recenti ottenuti in campo, ed è quindi necessaria una grande costanza di rendimento.

Senza dubbio, questa nuova modalità rispetta più fedelmente le abilità del golfista, che prima magari poteva fare un exploit in una giornata di grazia e scendere di handicap nettamente, per poi affiancarci una serie di prestazioni negative senza conseguenze: adesso, con la media dei risultati, non è più possibile, ed il computo avviene su un arco maggiore di risultati dai quali si evince il nostro fantomatico numerino golfistico.

Handicap index e di gioco

Quando si cerca di capire cos’è l’handicap nel golf, è necessario anche stabilire la differenza tra l’handicap index esatto, e quello di gioco.

Il primo è quello complessivo, mentre il secondo è calcolato sulla difficoltà del campo in base a fattori quali course e slope rating. Ogni percorso di golf ha infatti le sue difficoltà e, in base a queste, in una gara classica per dilettanti – calcolata come detto con punteggio stableford – gli asterischi presenti sullo score accanto al numero della buca possono variare, e stabiliscono appunto l’handicap su quel campo.

C’è una formula che si segue per calcolarlo, ma senza entrare in dettagli troppo matematici e complessi, per sapere subito l’handicap di gioco in base al percorso basta accedere alla sezione dedicata sul sito della FIG e compilare i campi richiesti.

Per vedere il proprio handicap di golf complessivo, basta accedere al sito della Federazione Italiana Golf nella propria Area Riservata ed inserire le proprie credenziali.


Il golf lo vivo sul campo, non solo sul web.
Foto e momenti di gioco su Instagram@francescogolfpiu

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