Tiger Woods accusato di doping: per un golfista è come ricevere una frustata a schiena scoperta. Intanto perché stiamo parlando del più grande giocatore di golf dell’ultimo ventennio, e poi perché il sentir parlare di sostanze dopanti nel golf non può che far sorridere. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Tiger sarebbe stato accusato di doping dall’ex pro Dan Olsen che ad una radio ha affermato di aver saputo da “una persona credibile” che l’ex n.1 sarebbe stato sospeso dal circuito americano per un mese. Secche le smentite dell’agente di Woods Mark Steinberg in un comunicato stampa, nel quale parla di “accuse false e ridicole”. Conferme arrivate anche dalla stessa PGA che nega la sospensione.
Illazioni dunque, che arrivano come conseguenza dell’assenza della Tigre dai campi di gioco: questa è la verità. Del resto, stiamo parlando di un personaggio che da sempre fa discutere per la sua immensa classe sui campi, per le sue vicende extraconiugali prima e per la love story con la sciatrice Lindsey Vonn poi, per i suoi continui acciacchi fisichi che lo hanno allontanato per troppo tempo dai green. Tiger è alle prese col mal di schiena, e il doping appare davvero una bufala nata per far chiacchierare chi accusa la sua carismatica mancanza.
Il golf è inoltre uno sport altamente competitivo quando si parla – come in questo caso – di PGA Tour, ma associarlo a sostanze illecite appare davvero una questione senza senso. Secondo il rapporto della Commissione Antidoping del ministero della salute del 2014 il 12% dei golfisti si dopa, un dato che appare incredibile, anche perché sembra davvero impossibile influenzare una prestazione golfistica con la chimica, essendo lo swing un concentrato di coordinazione e flessibilità che poco ha a che fare con un farmaco miracoloso. Più probabile in questi casi, una situazione come spesso ne sono accadute in passato, ovvero l’utilizzo di sostanze ad uso personale, cosiddette “ricreative”, ritrovate nel corpo dell’atleta durante un test, ma ininfluenti ai fini del risultato. Il caso di Dustin Johnson ad esempio, che in passato risultò positivo a mariujana e cocaina e di recente si è autosospeso, probabilmente per lo stesso problema.
Insomma, golf e doping si sposano male, ma soprattutto ciò che a noi golfisti interessa veramente è una sola cosa: non toccateci l’idolo Tiger Woods!