Giocare a golf d’inverno non è facile.
I campi solitamente sono molto più impegnativi, per il fango e l’erba bagnata, per le condizioni meteo che rendono ancora più difficile il gioco: il maggior tasso di umidità, il freddo, il vento, rendono più ostico il volo della palla che trova durante la sua traiettoria ostacoli “naturali”.
Magari quella buca ben conosciuta che raggiungevi con un ferro 9, necessita ora di un ferro in più, modificando così strategia e convinzioni strutturate.
Golf d’inverno: dal 1° novembre si piazza
È vero, solitamente dal 1° novembre la palla può essere “piazzata” – un bel vantaggio – ma in ogni caso, rispetto alle uscite golfistiche di primavera ed estate, il risultato finale spesso è uno score più alto.
Non a caso, in molti circoli, nel periodo prettamente invernale – dicembre, gennaio, febbraio – le gare per dilettanti sono sospese o comunque in numero nettamente minore. E il golfista soffre.
Non soffri anche tu, appassionato giocatore di golf, a non poter swingare anche a temperature glaciali o sotto folate di vento?
La dipendenza da tee e green è forte, e non si riesce a resistere alla tentazione di scendere lo stesso in campo. Anche a costo – come molto probabilmente accadrà – di alzare il nostro handicap (se sei un golfista competitivo).
Come giocare a golf d’inverno?
Le soluzioni sono 2.
- Resistere e, pur di continuare a praticare il nostro sport preferito, armarsi di pazienza. Possiamo dotarci di stivali – ebbene sì in alcuni campi il fango è davvero di impaccio -, di maglie termiche e piumini, fregarsene del risultato e goderci la magia del golf invernale.Perché in fondo anche nel golf d’inverno c’è poesia, le location sono comunque fantastiche e il fascino di inventare un colpo sensazionale rimane.
2. Soluzione numero due è quella, per chi può, di recarsi nei luoghi dove il clima è perennemente bello. Il golf è uno sport che “necessita” clima sereno e condizioni climatiche perfette: basta guardare il PGA TOUR, che si ferma proprio a dicembre per riprendere nel nuovo anno da zone desertiche o comunque generose a livello climatico come California, Arizona o Florida. L’European Tour dopo la sosta natalizia – se così la vogliamo chiamare – ricomincia invece dal Sudafrica o dagli Emirati Arabi, Dubai ad esempio. Hai mai visto professionisti con piumino e maglioni?
Le mete più belle per dicembre-gennaio-febbraio più adatte per golfisti italiani che non vogliono fare troppi chilometri sono il Sud Italia (come la Sicilia e il Verdura Golf ad esempio).
In Europa la Spagna è un luogo ideale. Non troppo lontana da noi, anche la Costa Azzurra garantisce la doppia C di clima e campi, con i suoi percorsi di Cannes come il Mougins Country Club Golf (accanto al campo strutture meravigliose come Le Manoir de L’Étang), Saint Maxime ed Esterel.
Oppure il Nord Africa, il golf d’inverno in Tunisia può essere davvero piacevole.
Se vuoi avventurarti al di fuori del nostro continente, le mete già citate per i pro vanno benissimo: Phoenix in Arizona, il PGA Golf Club a Port St. Lucie in Florida, il Golf Club di Maui alle Hawaii o quello di Majlis a Dubai.
Ce n’è per tutti i gusti e portafogli.
Golf invernale in Groenlandia
Impossibile praticare il golf invernale?
Gli abitanti della Groenlandia non la pensano così. Anzi.
Il World Ice Golf Championship è un campionato che si disputa a Uummannaq (600 chilometri a nord del Circolo Artico), con il termometro che oscilla sui -20 e può arrivare fino a 50 gradi sotto zero!
I fairways sono lastre di ghiaccio e giganteschi iceberg circondano un panorama mozzafiato, per una sfida aperta a chiunque possegga l’handicap. Con un montepremi esorbitante per chi riesce in una clamorosa hole in one con la classica pallina rosa.
Anche il golf sul ghiaccio: della serie “il golfista non smette mai”.
Golf Clinic e lezioni
Giornate fredde, condizioni di gioco impossibili?
La Golf Clinic, o stage di golf, può essere un’altra soluzione che abbina il viaggio in posti meravigliosi all’affinamento della tecnica con un maestro qualificato PGAI.
Una full immersion – mattina in campo pratica e pomeriggio sul campo vero e proprio -, dove si affrontano gli aspetti tecnici più importanti con strumenti tecnologici per l’analisi dello swing.
Esistono offerte per tutti i livelli e per tutte le tasche.
Per non far andare in letargo il nostro swing che a primavera, dopo tre mesi di sosta, si ritroverà bello arrugginito!